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La nuova frontiera dell’edilizia passa per le tecnologie digitali

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“Non stiamo parlando di edifici astratti o futuribili, ma di edifici progettati e progettabili fin da subito – ha detto Luca Badin di Smart Building Italia -. Le tecnologie ci sono, ora si tratta di sensibilizzare tutti gli attori della filiera costruzioni a mettere in campo le innovazioni presenti”.

Dove tutto è ottimizzato e connesso, dall’efficientamento energetico alla gestione dei sistemi di ogni singolo spazio.  Dove tutto è sotto controllo (anche a distanza, via smartphone) grazie all’installazione di sensori diffusi e comunicanti tra loro. La nuova frontiera dell’edilizia? E’ quella che passa attraverso l’applicazione delle nuove tecnologie digitali, configurando la progettazione impiantistica dell’edificio 4.0.

“Non stiamo parlando di edifici astratti o futuribili, ma di edifici progettati e progettabili fin da subito. Le tecnologie ci sono, ora si tratta di sensibilizzare tutti gli attori della filiera costruzioni a mettere in campo le innovazioni presenti. La sfida, perciò, è soprattutto di visione culturale. Cambiano i tempi, cambiano le abitudini degli utenti, sullo sfondo ci sono le problematiche legate al cambiamento climatico; da qui anche l’esigenza di progettare con soluzione innovative le nostre case, le nostre abitazioni per coniugare più comfort,  più risparmio d’energia in un’ottica di maggior sostenibilità ambientale”.

E’ quanto ha sostenuto Luca Baldin di Smart Building Italia  aprendo un incontro tecnico svoltosi di recente a palazzo Bonin Longare a Vicenza, organizzato da Anitec-Assinform e promosso da Ance con il patrocinio di Confindustria Vicenza. Al centro del dibattito un tema vasto e complesso, ma senza dubbio concreto e affascinante come quello della nuova progettazione impiantistica finalizzata alla gestione dell’edificio 4.0. “Quell’edificio – ha detto Baldin – che oggi si  definisce smart building, edificio intelligente, e che va oltre lo step della casa domotica, esprimendo in sé l’ottimizzazione di tutti i suoi componenti in termini di strutture, sistemi, servizi, gestione”.

 

A proposito di Smart Building

Promuovere tra i progettisti, e più in generale tra tutti gli attori della filiera costruzioni, le possibilità offerte dalle nuove applicazioni digitali, capaci di fornire all’edificio una serie di plus sia in termini di qualità abitativa che in termini di sostenibilità ambientale. Questo lo scopo dell’incontro, svolto  nell’ambito di Smart Building Roadschow 2019, un evento itinerante che in precedenza ha fatto tappa a Milano, Roma e Bari suscitando tra gli addetti ai lavori forte interesse. “A dimostrazione – ha detto Nello Genovese  di Anitec-Assiform e Coordinatore del Comitato Habitat Digitale – che anche nel nostro paese si stanno affermando i nuovi paradigmi della progettazione impiantistica dettati dall’innovazione tecnologica. In quest’ottica è fondamentale divulgare tra gli addetti ai lavori le soluzioni digitali che identificano l’edificio smart, il quartiere smart, la città smart. Perché dentro la filiera digitale ci sta un nuovo mondo e un  nuovo modo di abitare”.

 

Il nuovo che avanza è connesso

Step by step, tutto si evolve in fretta, la tecnologia cambia il modo di “confezionare” l’edificio. “L’impiantistica è in una fase di profonda trasformazione e le soluzione attuali, grazie al digitale, permettono di progettare e realizzare impianti sempre più sofisticati e  in linea con gli obiettivi di efficienza energetica, comfort abitativo, sostenibilità ambientale – ha sostenuto Marisa Converti, vicepresidente della sezione Costruttori edili e Impianti di  Confindustria Vicenza -. Le nuove tecnologie garantiscono una serie di plus all’edificio, lo rendono comodo, efficiente, conveniente nella gestione; va anche osservato che nel loro continuo aggiornamento le tecnologie innovative si presentano meno invasive rispetto al passato, e questo non è un aspetto di poco conto in quanto si possono adottare anche negli interventi più complessi di riqualificazione edilizia dei centri storici”.

Sull’onda dell’innovazione tecnologica l’edificio intelligente e connesso rappresenta senza dubbio il nuovo che avanza, ha sostenuto a conclusione del suo intervento Marisa Converti. “Ma – ha aggiunto – i servizi infrastrutturali di connettività sul territorio (già, la banda larga) rimangono ancora in alcuni casi  un problema. Questa connettività deve essere stabile, garantita, sicura. E su questo i soggetti competenti sono chiamati ad  accelerare il passo”.

 

Qualità della vita e sviluppo sostenibile

Sulle normative di riferimento del processo edilizio, coniugato con le innovazioni tecnologiche (connettività, impianti multiservizio, automazione e monitoraggio dell’edificio) è intervenuto l’ing. Pasquale Capezzuto (Associazione Energy Manager).

“Oggi l’edificio va contestualizzato in uno scenario più vasto per rispondere a criteri di qualità della vita e sviluppo sostenibile. Da qui le regole della Ue sulla decarbonizzazione degli edifici (direttiva 2018/844), la direttiva 2010/31/UE sull’energia quasi zero (Nzeb, Nearly Zero Energy B). Per dire che la UE ci dice di perseguire la costruzione di edifici che rispondano a una elevata qualità ambientale”.

Capezzuto si è poi soffermato sul decreto 26/6/2015, che  definisce i requisiti minimi di un edificio a norma, e la progettazione Nzeb.

“Il punto di partenza per realizzare un edificio performante è la progettazione integrata tra involucro e impianti – ha affermato -. Per realizzare una qualità totale bisogna costruire un benessere interno/esterno. Che cosa è l’edificio smart in ambito UE? Ce lo spiega nel dettaglio la direttiva 844/2018. Ma oggi le tecnologie corrono e avanzano in tempi rapidi. Ora si è già oltre la progettazione Nzeb; tramite sensori l’edificio ‘ragiona’ spazio per spazio, personalizzando su misura ogni luogo. Il tutto in un’ottica di efficienza e sostenibilità. Dove si sta andando? Superata la fase della ‘semplice’ automazione, oggi ciò che è fisico diventa cibernetica. Così, grazie all’innovazione tecnologica, la nuova frontiera è già determinata: si chiama Edificio-Robot. E non è fantascienza, siamo sulla terra”.

 

Da smart a connected building

E’ a  partire da questo scenario che l’incontro ha proposto altri interessanti approfondimenti tecnici. Pasquale Iacovone (Archiportale) ha fatto il punto sui nuovi paradigmi della progettazione impiantistica, Andrea Natale (Anitec Assiform) ha relazionato sui modi di dare intelligenza all’edificio; Mauro Stevan (Vimar) è intervenuto sulla programmazione degli impianti in relazione all’utente finale mentre Stefano Cappello (Honeywell Partner Channell) ha raccontato l’evoluzione dei vari sistemi (sensori, software, piattaforme cloud, app) per edifici e le loro capacità performanti.

“Dagli anni Ottanta a oggi – ha detto – il concetto di smart si è trasformato radicalmente, passando da smart building a connected building. Oggi pensiamo l’edificio come a una macchina che ha come missione la reddittività della struttura e il benessere di chi vi abita. Non a caso abbiamo creato Vector Occupant App, un’applicazione originale che esprime la qualità dell’abitare. Il binomio edificio/abitante, nella sua versione contemporanea, non potrà prescindere dalle App”.

A spiegare questo nuovo mondo tecnologico, che impone un nuovo approccio tecnico-culturale, sono stati altri relatori, toccando i temi delle infrastrutture digitali (Simone Corratti  di Televès e Paolo Laganà  di Loytec), degli standard di valutazione e del valore di mercato a confronto con gli smart building (Sandro Ghirardini dell’Associazione E- Valuations Istituto di estimo e valutazioni).

 

(testo di Maurizio Mascarin)